Per la Summer 26, Jonathan Anderson reinventa l’heritage di Dior filtrandolo attraverso storia, arte e scenari che ricordano le sale della Gemäldegalerie di Berlino. Pareti di velluto, luci calibrate e un’atmosfera silenziosa da museo accolgono lo sguardo, con i dipinti di Jean Siméon Chardin che celebrano il quotidiano e l’empatia come estetica.
Il linguaggio formale viene smontato e rimontato con precisione filologica. Tweed irlandese del Donegal, cravatte regimental, giacca Bar, frac e gilet riportano alla memoria il XVIII e XIX secolo. L’amore di Monsieur Dior per il Rococò e per la cultura britannica emerge oggi attraverso ricami minuti, rose delicate e i ciondoli Diorette, mentre abiti storici come Delft, Caprice e La Cigale vengono reinterpretati nel presente.
T-shirt e felpe dai colori pieni riprendono le copertine di Dracula e di Ulysses, le camicie presentano piping a contrasto e logo ricamato, i pull in maglia vestono over e le sneaker B30 Countdown combinano mesh e tessuto tecnico. Boots stringati in nabuk e pelle scamosciata definiscono il look, mentre il motivo Dior Clover attraversa sneaker e baseball hat, creando continuità tra gli accessori.
La Summer 26 conferma il dialogo costante tra tradizione e contemporaneità, mostrando come Dior sappia reinterpretare il passato senza mai perdere la propria identità.
















